Localita' Pomaio 4 - Via delle Conserve , 52100 Arezzo, Italia

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LA STORIA

La “Badia di Pomaio” nasce come monastero nell’anno 1644.
Due fratelli aretini, monaci Vallambrosani, Don Gregorio e Don Guglielmo Rasi, con la cospicua eredità paterna vollero fondare questo nuovo monastero e intitolarlo a San Giovanni Guadalberto fondatore dell’ordine. Il Pontefice Innocenzo X li favorì trasferendo al nuovo monastero i privilegi di quello di San Romolo alla Pratora perché questo si trovava in un luogo orrido e gelido ed era in rovina. I due fratelli fondatori erano ancora in vita quando però un altro Pontefice, Innocenzo XI, si mise ad inseguire il giusto ideale di favorire la vita comune tra i monaci; abolì quindi tutti i piccoli monasteri tra cui appunto la Badia di Pomaio. Il monastero fu trasformato in Grancia. Grancia era il nome che i monaci di vari ordini, compreso l’ordine dei Vallambrosani, davano alle loro fattorie. La Badia di Pomaio si trasformò quindi, nei secoli successivi, da luogo di ritiro e preghiera in luogo di lavoro, centro nevralgico della gestione di vasti territori agricoli di proprietà della chiesa. A partire dalla metà dell’800 è stata abitata da varie famiglie di mezzadri, fino agli anni ’60 del secolo scorso quando, con lo spopolamento delle campagne e la fine delle attività contadine, la “Badia” venne completamente abbandonata.
Un lungo e accurato restauro ha creato l’albergo ristorante Badia di Pomaio, luogo in cui si respira ancora l’aria di pace e di tranquillità dei tempi andati.